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Scoprite la Liguria ogni giorno! |
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Scritto da Redazione
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L’Agenda di Liguria 2010, curata dalla redazione di Travel2Liguria, è una agenda per il tempo libero che fornisce suggerimenti, proposte e informazioni sugli eventi che si svolgeranno durante il 2010 in tutta la Regione.
In calce a ogni pagina troverete elencati gli spettacoli, le manifestazioni, le sagre e le fiere in svolgimento. Inoltre abbiamo dedicato pagine speciali alle mostre, alle rassegne e agli spettacoli teatrali.
Ma ciò che rende originale e ricca questa agenda sono gli itinerari insoliti per scoprire la Liguria. Troverete: gite per il weekend, escursioni e sport da praticare, articoli su alcuni dei borghi e delle cittadine più belle della nostra regione, approfondimenti storici sui personaggi e i monumenti e le schede enogastronomiche di Virgilio Pronzati sulle tradizioni e specialità liguri.
Dall'11 marzo l'Agenda di Liguria è in distribuzione esclusiva con Il Secolo XIX in tutte le edicole della Liguria e del Basso Piemonte, al prezzo speciale di € 6,90.
- Per un preview, andate a questa pagina.
- Per acquistare l'Agenda di Liguria e riceverla comodamente a casa propria, cliccate qui (potrete sempre tornare indietro...).
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Scritto da Redazione
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Sono così leggere che sembrano senza peso. La loro sottile struttura si raccorda grazie a incastri speciali, la seduta è impagliata in trafilato di canna d’India. Stiamo parlando, naturalmente, delle celebri sedie di Chiavari, le “chiavarine”, che, inventate alla fine del Settecento da un abile artigiano locale, Gaetano Descalzo, divennero presto famose in tutta Europa. E, poiché Descalzo era conosciuto anche con il soprannone de “il Campanino”, le sue sedie presero anche questo nome.
La leggenda vuole che il modello delle “Campanino” arrivasse a Chiavari da Parigi, dove Stefano Rivarola, illustre chiavarese e primo presidente della Società Economica, aveva conosciuto alcune seggiole di squisita manifattura, solide e leggere al tempo stesso. |
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Vini in Liguria ieri e oggi |
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Scritto da Redazione
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Secondo Diororo Siculo, lo storico di lingua greca del I secolo a.C., che di terre – e probabilmente anche di uve – s’intendeva, la Liguria non era adatta né alla coltura dell’olivo né a quella della vite. «La terra dei Liguri – scriveva Diodoro – è inaccessibile a Cerere e a Bacco». Difficile pensare che si sbagliasse o che le sue fonti fossero poco affidabili (questo succedeva e continua a succedere, senza essere prerogativa dell’antichità). Non molti anni più tardi, infatti, anche Strabone, il celebre geografo, testimoniava che i Liguri vivevano bevendo latte e una bevanda a base d’orzo. Il vino veniva comprato da fuori e arrivava, per solito, a Genova, via mare. Non c’era spazio per la vite: «il poco vino che essi producono – scriveva Strabone – è resinoso e aspro».
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Apricale, borgo di artisti |
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Scritto da Stefano Termanini
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Gli statuti, ovvero le leggi che regolamentavano tutti gli usi del comune di Apricale, riformati nel 1267, stabilivano in quale modo dovesse essere amministrata la giustizia, come garantita la proprietà privata, chi dovesse gestire il denaro pubblico, quali reati dovessero essere puniti e come. Gli statuti arrivavano addirittura a sancire, per ogni mestiere, diritti e doveri nei confronti dei clienti. Dicevano quanto potesse essere il prezzo di un paio di scarpe e obbligavano il calzolaio a ricucirle senza spesa per il cliente, in caso si scucissero. Sancivano la quota di pane con cui dovesse essere retribuito un fornaio e stabilivano il prezzo della molitura. Nel caso di furto, le multe erano proporzionate alla gravità del furto. |
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